33TRENTODOC - Ultimo atto

 

Di Rachele Bernardo

Alla ricerca dell’eccellenza!

La capacità dei produttori del Trentodoc di dialogare con i consumatori che vogliono esplorare lo stile, la qualità e l’identità territoriale.

Un plateale consenso dei partecipanti, ha confermato il successo del Master 33TRENTODOC dell’Associazione Italiana Sommelier a cura di Roberto Anesi, ambasciatore ufficiale del Trentodoc.

Questo ultimo atto ha avuto come protagonisti 13 vini, a completamento dei 33 dell’intero Master. La maggior parte degli spumanti sono il risultato di assemblaggi, pochissimi derivano da singola vigna e non solo a causa della frammentazione delle proprietà, ma anche per le dimensioni delle vigne, spesso troppo piccole; la stessa fisionomia del territorio non consente di avere vigneti di grandi superfici.

Aumentano i produttori fedeli al trend delle “sboccature lontane” (sboccatura e poi nuova sosta in cantina per qualche anno prima dell’uscita sul mercato), con la chiara intenzione di proporre sul mercato bollicine più delicate e cremose. Del resto, la stessa freschezza, sapidità e verticalità delle bollicine di montagna richiedono una tempistica post sboccatura. Potremmo parlare quasi di un nuovo segmento in via di perfezionamento che richiederà anche modifiche strutturali delle cantine per far fronte alle lunghe soste sui lieviti ed eventuali scelte di “sboccature lontane” al fine di avere una perfetta maturità dello spumante.

E arriva una ventata di freschezza nel panorama vitivinicolo del Trentodoc ad opera di giovani produttori, preparati e determinati; con esperienze molto diverse impostano uno stile moderno e dinamico. Aziende nate esclusivamente per produrre spumanti con bassissimi dosaggi di zucchero, hanno piccole produzioni, destinate sicuramente ad aumentare. Si inseriscono in questo segmento i primi due vini in degustazione:

1 – Trentodoc Extra Brut Sa Reiff Gabriele Furletti, 100% Chardonnay, 32 mesi di sosta sui lieviti; la sua freschezza è autentica espressione del territorio dolomitico.                   

2 – Trentodoc Brezza Riserva 2018 Cantina Di Riva, 100% Chardonnay, 36 mesi di sosta sui lieviti; nasce in montagna e matura nel lago a 40 metri di profondità: fresco, netto, pulito. “La forza del territorio che si distacca dalla sosta sui lieviti” (Tommaso Luongo cit.)

Il prosieguo della degustazione non può prescindere dall’introduzione degli ambiti produttivi e Roberto Anesi ci porta per mano lungo le valli trentine.

Ci sono buone possibilità di crescita per la Valsugana, una delle prima zone vitate del Trentino. All’inizio del 900 era fortemente vitata, poi l’industrializzazione aveva portato all’abbandono della viticoltura. Negli ultimi anni c’è un timido ritorno con le produzioni di quattro cantine nella valle.

Pochi sanno che Giulio Ferrari piantò le prime barbatelle di Chardonnay per base spumante proprio in Valsugana, identificandolo come luogo perfetto, grazie al clima fresco e all’acidità dei terreni.

I vini della Valsugana sono molto profumati, freschi, non troppo sapidi. Caratteristiche riscontrate con la degustazione di:

3 – Trentodoc Karl Extra Brut Sa Terre Del Logorai, 100% uve Chardonnay, 24 mesi di sosta sui lieviti, uve provenienti dai vigneti esposti est-ovest, che da sempre producono le migliori basi spumante.

Dai 350 ai 550 metri, la Vallagarina riceve il forte influsso dell’Ora del Garda. È costituita da terreni poveri e rocciosi con un’importante impronta basaltica del terreno, scuro, vulcanico. I suoi vini offrono più ampiezza gustativa, spesso è presente un delicato tocco fumeè. Lo riscontriamo nel calice del:

 

4 – Trentodoc Madonna Delle Vittorie 2018 Dosaggio Zero Millesimato, 100% Chardonnay, 36 mesi di sosta sui lieviti. Un perlage molto fine e persistente. Si distingue per freschezza, agilità e bevibilità.

5 – Trentodoc Tananai Zero 2017 Borgo De Posseri, un assemblaggio da uve di Pinot Nero e Chardonnay (50% – 50 %) affinato per circa 50 mesi sui lieviti. La lunga permanenza a contatto con i lieviti gli dona una gran bella struttura. È intenso e persistente. È evidente come le nuove generazioni di produttori, supportate dall’innovazione tecnologica, stiamo cercando risposte diverse dal mercato, concentrandosi principalmente sulla produzione di spumanti non dosati: una tipologia di Trentodoc che riesce a raccontare la territorialità più di ogni altra. C’è sicuramente molta attenzione nella produzione, con la ricerca della massima qualità partendo dalla vigna.

6 – Trentodoc Cesarini Sforza 1673 Noir Nature 2017, 100% Pinot Nero  (Val di Cembra), 48 mesi di sosta sui lieviti. Espressione autentica del territorio.

7 – Trentodoc Clou Pas Dose 2017 Giulio Larcher, 70% di Chardonnay e 30% di Pinot Noir, 60 mesi di sosta sui lieviti. Si esprime con profumi complessi che spaziano dai sentori agrumati di cedro, alle note di vaniglia donate dalla fermentazione in legno. Al palato risulta morbido, sapido, con una buona spalla acida che dona un’ottima persistenza.

8 – Trentodoc Riserva Dosaggio Zero Letrari 2016, 60% di Chardonnay e 40% di Pinot Noir, 60 mesi di sosta sui lieviti.  Piacevolissimi sentori agrumati, fresco e cremoso al palato, di grande armonia. Come indica il disciplinare, sono quattro i vitigni adatti a produrre Trentodoc: Chardonnay, Pinot Noir, Pinot Bianco, Meunier, e possono essere utilizzati in qualsiasi percentuale. In questa terza parte del Master, particolari osservazioni sono state riservate alle esclusive produzioni di Trentodoc da solo Pinot Bianco e solo Meunier. Meno usato rispetto a Chardonnay e Pinot nero, il PINOT BIANCO contribuisce dando carica aromatica allo spumante Trentodoc. Vi sono pochissimi impianti, principalmente in fondovalle, perché è un vitigno molto sensibile ai problemi sanitari. Più utilizzato per vini fermi, ha un colore intenso ed è delicatamente amarognolo.

9 – Trentodoc Maso Nero Dosaggio Zero 2017, 100% Pinot Bianco, 60 mesi di sosta sui lieviti. Edizione limitata, in degustazione la bottiglia N. 1111 delle 1425 bottiglie prodotte. Meno utilizzato dai produttori rispetto agli altri vitigni, il Meunier è ancora più difficile del Pinot Nero, germoglia tardi e matura in fretta. Cede meno colore rispetto al Pinot Nero, regalando tendenze più ramate, una buona struttura ed una rotondità con buone acidità. Sensibilissimo al marciume per la sua delicata buccia. L’Azienda Maso Martis ha deciso di vinificare il Pinot Meunier in purezza, in vista della celebrazione per i trent’anni dalla fondazione della cantina.

10 – Trentodoc Monsieur Martis 2017 Maso Martis, 100% Meunier, 48 mesi di sosta sui lieviti. Bottiglie numerate, in degustazione la N. 1934 su 2160 prodotte. Colore elegantissimo, di un ramato tenue. Piacevole e complesso. L’ultimo atto di 33TRENTODOC si chiude con tre eccezionali spumanti da Pinot Nero di Montagna… e il gusto ci guadagna! Corpo, struttura ed eleganza sono le caratteristiche che si devono al Pinot nero, secondo nei numeri solo allo Chardonnay, nella produzione Trentodoc. Un vitigno antico che si è ben adattato alle condizioni climatiche trentine ma che necessita di cure attente, sia in fase di coltivazione che di vinificazione.

11 – Trentodoc Disio Extra Brut Riserva Blanc De Noirs 2017 Magnum Spagnolli 100% Pinot Nero, 40 mesi di sosta sui lieviti. Si palesa in modo deciso, netto. Freschezza e spiccata sapidità, con una fine bollicina che ne ingentilisce l’espressione, allungando la persistenza sul palato. 386 magnum prodotte, in degustazione la numero 163

12 – Trentodoc Domini Nero 2016 Abate Nero, 100% Pinot Nero, 60 mesi di sosta sui lieviti. Sapidità e freschezza dominano, mostrando tutta la bellissima profondità di questa eccellente bollicina di montagna.

13 – Trentodoc Perlè Nero Riserva 2013 Ferrari, 100% Pinot Nero, 72 mesi di sosta sui lieviti. Il primo e l’unico Blanc de Noirs targato Ferrari, un millesimato frutto di quarant’anni di esperienza su un vitigno complesso e delicato come il pinot nero. Un metodo classico creato dalla selezione delle migliori uve provenienti dai vigneti alle pendici dei monti del Trentino. Straordinario.

Ed ecco che i “Trentatré trentini” arrivarono a destinazione. La prima serata di 33TRENTODOC si era conclusa con il Giulio Ferrari e Roberto Anesi sceglie di proporci Perlè Nero Riserva 2013 Ferrari per avvolgerci in un abbraccio gustativo che non dimenticheremo. Le considerazioni non possono che essere positive, sorprendenti e convincenti; moltiplicatori sensoriali che alimentano in tutti i presenti il desiderio di andare presto in visita nei territori Trentodoc

…e su questa manifestata “sete di conoscenza” che sicuramente il presidente AIS Campania Tommaso Luongo lavorerà proficuamente.

 

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