L'Italia dei Paesaggi Rurali Storici

Di Rachele Bernardo

L’ITALIA DEI PAESAGGI RURALI STORICI TRA ARTE, CULTURA E IDENTITÀ

Tra i principi fondamentali della Costituzione Italiana figura anche l’articolo 9, che testualmente recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

L’inserimento di questo incipit non è casuale, ma risponde al preciso e immediato quesito che pongo al presidente dell’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS) Patrizia Lusi, che con grande disponibilità accetta quest’intervista, espressamente voluta dal presidente AIS Campania Tommaso Luongo, a seguito dell’importante incontro tenutosi ad Amalfi il 18 novembre 2023 con AIS Italia partner attiva, rappresentata da Camillo Privitera, per i progetti culturali e formativi relativi al mondo del vino.

Presidente Lusi, come si origina quest’importante impegno associativo?

L’Associazione nasce dall’incontro fra 25 personalità giuridiche che rappresentano altrettanti paesaggi storici rurali, facente parti di un elenco del Ministero dell’Agricoltura e Sovranità alimentare. Un elenco generato dal buon esito dei criteri di candidatura stabiliti, in considerazione del loro valore storico, prodotti tipici e criticità che minacciano la loro integrità, proponendo indirizzi per la loro valorizzazione.

Basta citare alcuni dei paesaggi identificati, distribuiti in tutte le regioni italiane,(Limoneti terrazzati della Costiera amalfitana;  Vite maritata della pianura vulcanica aversana; Vigneti terrazzati della Valtellina; Colline vitate tra Tarzo e Valdobbiadene; Piagge di Ascoli Piceno; Oliveti delle Serre salentine; Policolture pedemontane dell’Etna; Vigneti tradizionali del Mandrolisai) per far comprendere la rilevanza dei vari paesaggi con declinazione su viticoltura storica ed eroica, olivicoltura, luoghi di pastorizia e agricoltura.

Sicuramente l’Associazione opera su direttrici distinte e ben definite, come si svolge in concreto il vostro operato?

La mission è ovviamente la tutela e la valorizzazione dei paesaggi, nel concreto, la nostra principale preoccupazione, è cercare di dare un ristoro di carattere economico agli imprenditori agricoli che sono all’interno dei paesaggi e che per mantenere le pratiche agricole tradizionali e soprattutto per garantire la salvaguardia dei paesaggi in cui lavorano, sono costretti a sopportare dei costi di produzione superiori. Il loro prodotto sul mercato risulta essere sfalsato rispetto a chi può utilizzare delle pratiche agricole intensive, non praticabili nei paesaggi rurali. Per esempio negli uliveti collinari dove la raccolta è esclusivamente manuale, l’aggravio di spese è palese come l’inevitabile uscita del prezzo più alto dell’olio extravergine di oliva sul mercato.

Quando si parla di tutela con estensione all’ambiente e al patrimonio storico della nostra Nazione, in che modo viene chiamata la comunità a comprendere e proseguire le attività di valorizzazione e custodia?

Ci tengo a dire che la collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, fortemente voluta dall’inizio, ci supporta con una grande opera di divulgazione della Cultura del Vino, attraverso corsi di formazione, manifestazioni, incontri e convegni. I nostri paesaggi rurali affidati a mani che lavorano duramente e con difficoltà, hanno bisogno di chi avvicina la comunità alle ragioni di un prezzo differente di produzione, alle attività preservative di scorci carichi di bellezza e di storia, ai progetti di valorizzazione del patrimonio viticolo autoctono attraverso il recupero delle varietà storiche di vite, per la conservazione delle risorse genetiche e per la produzione di uva.

Come continuerà quest’interazione con AIS e con gli organi Ministeriali preposti? 

Alla prossima Convention Nazionale AIS, i massimi esperti sul tema approfondiranno l’argomento: il paesaggio come appare allo sguardo di chi la osserva, una realtà complessa, laddove ogni veduta è caratterizzata da bellezze naturali e di interesse storico, artistico, agricolo o ecologico, che rappresentano un valore aggiunto anche per il movimento enoturistico e un perno dello sviluppo sostenibile a lungo termine.

La tutela dei beni paesaggistici presenta punti di valore e criticità, come si riequilibra la competizione per l’uso del territorio in cui gli spazi sono frammentati? Considerando anche l’ampia articolazione delle parti rurali di area montana, collinare e costiera.

Il paesaggio rurale è una realtà complessa, luoghi differenti, ognuno dei quali narra in modo unico storia, geografia, tradizioni e cultura. Alcuni di tali paesaggi esprimono una bellezza talmente straordinaria da essere riconosciuti come un valore universale tanto da essere considerati dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità.

Non a caso la ricerca promossa dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali prende in considerazione le caratteristiche del paesaggio rurale italiano, tenendo presente gli aspetti storici, ambientali ed economici. E nel contrastare i fenomeni di abbandono, il ruolo dell’uomo diventa il valore aggiunto per la conservazione dell’ambiente e per la qualità della vita della popolazione.

I cambiamenti climatici con le loro conseguenze hanno messo a nudo la fragilità del paesaggio. Sarebbe un errore non prenderne coscienza e attuare un cambiamento di rotta.

Occorre sempre più una comunione di intenti per preservare nel tempo un così grande ed eterogeneo Patrimonio; da Nord a Sud vi sono luoghi accomunati dalla presenza di un’attività agricola di tipo tradizionale che da decenni lega uomo, cultura e natura, “custodi” di questa agricoltura tradizionale ed eroica nel rispetto degli equilibri ambientali e degli aspetti di biodiversità.

Appuntamento a Genova il 24, 25 e 26 novembre alla 55ª Convention Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier. Un contenitore ricco di appuntamenti, dibattiti, itinerari e iniziative su argomenti importantissimi e attuali legati al “PAESAGGIO”

L'Italia dei Paesaggi Rurali Storici