ValentinoTesi

Di Ombretta Ferretto

Il Gallo Nero approda in Campania e sbarca al Ristorante Le Radici di Battipaglia, dove Valentino Tesi, Miglior Sommelier d’Italia 2019, ha condotto la masterclass incentrata sul vino più iconico e riconosciuto al mondo, il Chianti Classico, di cui è Ambasciatore dal 2019.
L’iniziativa, nata nell’ambito dell’Area Concorsi AIS Campania, ha riscosso successo a livello associativo regionale, richiamando partecipanti da tutte le delegazioni.

Il Sangiovese e il suo territorio di elezione sono stati i protagonisti indiscussi: 70.000 ettari, di cui 10.000 a superficie vitata e solo 7.000 iscritti all’albo del Chianti Classico.

La superficie boschiva per il 65% della sua estensione è una delle caratteristiche, che insieme alla combinazione di suoli – arenaria, alberese, galestro in prevalenza – determinano il mosaico ricco di sfumature dei vini di questa denominazione.

Valentino ha intrattenuto la platea con uno storytelling coinvolgente, partendo dal 1716, anno in cui Cosimo III de’ Medici fece tracciare i confini del territorio e redigere norme per la vinificazione – di fatto un disciplinare ante-litteram, il primo della storia mondiale del vino -,  passando per la costituzione nel 1924 del Consorzio per la Difesa del Vino Tipico del Chianti e della sua Marca di Origine – il primo in Italia -, fino a giungere nel 2014 alla delineazione delle 11 UGA, Unità Geografiche Aggiuntive, sottozone in cui il connubio di fattori umani e fattori naturali determina caratteristiche uniche nel vino.

La menzione dell’UGA in etichetta è per ora riservata solo alla Gran Selezione, ma sono state proprio queste ad orientare la degustazione alla cieca dei sette campioni presentati durante l’evento: l’analisi delle caratteristiche visive, olfattive e gusto-olfattive ha infatti permesso di ricondurre ciascun calice ad una UGA e successivamente a una specifica etichetta.

La bevibilità è ciò che rende il Chianti Classico in vino moderno e di successo, caratterizzato da nuance di colore scariche, (a varia misura anche in considerazione dei vitigni che concorrono al blend), da grande freschezza e apporto tannico che definiamo da “mediamente tannico” a “tannico”.  
Dei sette campioni in degustazione, sei erano di millesimo 2021 (quattro annate, una riserva e una gran selezione), annata considerata ottima nei rating, con primavera piovosa, estate calda e secca e un fine agosto con grandi escursioni termiche; l’unico campione diverso invece una Riserva 2017, giudicata un’annata difficile, con gelate primaverili, estate torrida e siccitosa, produzione scarsa.

1- Chianti Classico Terra di Lamole 2021 I Fabbri

Sangiovese 90%-Canaiolo 10%

Cemento e tonneau.

UGA: Lamole

Tra i campioni in degustazione quello di colore più tenue e trasparente, indizio importante per l’identificazione dell’area di provenienza. Il suolo di Lamole infatti è costituito prevalentemente da arenaria, che determina colori più scarichi nei vini. Ci troviamo nell’UGA più piccola del Chianti Classico e con le altitudini maggiori. La vigna da cui provengono le uve del vino degustato è posizionata a 500 metri s.l.m. La maturazione del frutto è tardiva, il vino che ne deriva è tagliente. Caratteristica che ritroviamo sin dall’olfazione che risulta pungente, di frutto rosso ancora acerbo, ma anche di giaggiolo, l’iris fiorentino, che qui cresce tra nelle forre. In bocca si distingue per la freschezza di carattere agrumato e il tannino etereo, quasi impercettibile.

2-  Chianti Classico Riserva 2017 Pomona

Sangiovese 100%

15 mesi rovere Slavonia 20 hl

9 mesi cemento vetrificato

UGA: Castellina

Di colore granato, indice di qualche anno in più sulle spalle, con sentori già evoluti di sottobosco, frutto sotto spirito e una piacevole nota balsamica, che ricorda la canfora e l’incenso. Castellina è caratterizzata da due versanti principali: quello alto, con prevalenza di suolo ad alberese grigio, marne calcaree che donano al sangiovese grinta ed eleganza, e il versante che digrada verso Poggibonsi, costituito da sabbie plioceniche da cui derivano vini più morbidi. Pomona è espressione del primo versante:  elegante al palato, di tannino incisivo e freschezza di zenzero ancora ben presente.

3- Chianti Classico 2021 L’Erta di Radda

Sangiovese 80% – Canaiolo 20%

10 mesi barrique 2° passaggio

UGA: Radda

Ci troviamo nuovamente di fronte a un naso verticale, come quello del primo campione, ma caratterizzato da una maggiore complessità determinata dalla nota rocciosa di grafite, e dalle nuance di arancia rossa e melagrana. Per poter attribuire con certezza il campione a Radda, bisogna passare però al sorso dove la componente tannica e quella acida giocano in combinazione un ruolo da protagonisti, senza che l’una scalzi l’altra. Radda è un territorio affascinante, fatto di clivi e boschi, che prevalgono nettamente sulla superficie vitata. Il sangiovese che ne risulta è nervoso, a tratti spigoloso. In bocca apprezziamo il tannino ancora scalpitante e l’acidità gustosa.

4- Chianti Classico 2021 Isole e Olena

Sangiovese 82%- Canaiolo 16%- Syrah 2%

12 mesi botti da 40 hl – botti ovali 27 hl e barrique

UGA: San Donato in Poggio

San Donato in Poggio è caratterizzato da un suolo calcareo, con formazioni di silano e galestro. Ne risultano vini dai tannini solidi, di struttura, destinati alla longevità. La caratteristica principale è l’equilibrio, che nel campione in degustazione caratterizza, insieme all’eleganza, il naso di frutto rosso maturo, speziature e tostature ben dosate. Il tannino è espressivo, di grana talmente fine da sembrare puntiforme, la freschezza ha il sapore di un’amarena matura e gustosa, il sorso è lungo. Il risultato ancora una volta si traduce in un’unica parola: equilibrio, della parte tannica, di quella acida e sapida, tutte sostenute dalla persistenza aromatica.

5 – Chianti Classico Gran Selezione Sorleone 2021 Villa a Sesta

Sangiovese 100%

15 mesi barrique nuove

15 mesi botte grande

UGA: Castelnuovo Berardenga

Castelnuovo Berardenga è il territorio più a sud del Chianti Classico, quello che già guarda le Crete Senesi. Il suolo è caratteristico di limo, ciottoli, tufo, sabbie, galestro; la maggior quantità di luce e il clima mediamente più asciutto esaltano nei vini caratteristiche mediterranee. Unica Gran Selezione in degustazione, risulta di naso compatto e profondo, si apre con lentezza su caratteri empireumatici, note tostate, speziatura di pepe, il frutto rosso arriva in seconda battuta ed è in confettura. Verticale al palato, con un tannino impattante ma non ancora maturo e freschezza saporita.

6 – Chianti Classico 2021 Calcamura

Sangiovese 90% – Cabernet 10%

Botte grande

UGA: San Casciano

San Casciano, UGA più a nord del territorio, ma quella con  temperature più alte. Ci troviamo ai margini della conca dove si estende la città di Firenze, la più calda d’Italia nella stagione estiva. Ne deriva una maturazione anticipata del frutto, con acini mediamente più grandi e quindi un rapporto minore tra buccia e polpa. Il suolo è costituito da ciottoli marini e fossili silicei, estremamente drenanti. Il campione in degustazione è quello di una piccola cantina agli albori, siamo appena alla seconda vendemmia, che pure mostra già la stoffa del cavallo di razza. Al naso avvertiamo le note di un territorio più caldo: confettura di lamponi, arancia candita, foglia di tabacco,  mentre  a bicchiere vuoto persiste l’arancia rossa. Il sorso è sapido, opulento, quasi grassoso con sentori di umami e tannino ben equilibrato e poco invadente.

7 – Chianti Classico Riserva 2021 Vigna Barbischio

Sangiovese, malvasia nera, canaiolo, colorino

12 mesi tonneaux di rovere francese nuove e usate

UGA: Gaiole

Chiudiamo la degustazione a Gaiole, un territorio ancora una volta caratterizzato da arenaria, il Macigno dei Monti del Chianti, che determina il colore scarico del campione. Un vino d’altitudine, anche in questo caso, perché ci troviamo a 500 metri slm, in una vigna letteralmente strappata ai boschi. Il naso è grintoso, complesso di frutto rosso, nuance speziate di pepe, mallo di noce, mirto ed erbette spontanee. Sprintoso anche al palato nel tannino sferzante e nella freschezza gustosa di marasca.

 

ValentinoTesi

MasterclassChianti